Tobago Cays

Tobago Cays

mercoledì 30 gennaio 2008

Amici che ci hanno preceduti

Periodo:La crociera ha inizio il 1 Febbraio e terminerà il 9 febbraio 2008






Alternative per le Grenadine:
Formula di crociera comprensiva di cambusa e servizio cucina.
Alle Grenadine si può arrivare da Martinica come questo resoconto:
da Martinica a ST Lucia, Rodney Bay, è durata quasi 4 ore. Il mare del canale, in cui Atlantico e Mar dei Caraibi si incontrano, dando luogo a volte a qualche intemperanza, era bello :onde di 1, 5 metri, vento forza 4/5, il giusto per far avanzare la nostra barca con una media di 9 nodi. La sera scendiamo a Rodney bay : vivace, piena di barettini e ristoranti di tutte le cucine del mondo. Scegliamo un ristorante indiano e mangiamo bene, ma piccante. Una buona notte di riposo ci aspetta nella quiete del porto canale, circondato da belle ville di stile coloniale.

Dopo le dichiarazioni in dogana partiamo in taxi collettivo (pulmini da 8 passeggeri) alla volta di Castries, la capitale dell’isola. L’ambiente del taxi è fantastico : reggae a fondo e gente simpatica e sorridente. Il mercato di Castries e quello che si immagina di un mercato di un’isola dei caraibi : disordinato, rumoroso, colorato. Frutta esotica, artigianato di foglie di palme, odore di spezie. Di ritorno salpiamo alla volta di Marigot Bay, un ‘oasi di pace, baia incassata tra le montagne a strapiombo e circondata da mangrovie. La presenza degli investitori americani è evidente (un grande complesso fortunatamente ben armonizzato nel paesaggio), ma restano gli autentici ristorantini locali a bordo mare, che la sera si animano di gruppi live, per accompagnare la nostra cena in barca. Domani ci aspetta una lunga navigazione fino a Bequia.
Giorno 3 Partenza alle 7 dopo colazione per Bequia. Costeggiamo l’isola di St Lucia fino ai Pitoni, due coni di impressionante maestà, poi attacchiamo il canale di St Vincent, ancora clemente, costeggiamo st Vincent, incontriamo un branco di delfini che ci accompagnano per qualche minuto giocando con la prua della nave. Tutti passiamo al timone come ogni equipaggio che si rispetti. Incredibile, ma al nostro arrivo troviamo ancora forza e entusiasmo per un giro a terra. Bequia è un porto di ingresso alle Grenadine, e un luogo di passaggio importante per i navigatori del posto : ci sono banca, supermercati, acqua e carburanti, mercato della frutta, tanti luoghi carini dove cenare e la tipica atmosfera contrastante british/rasta delle isole. Facciamo un giro, mangiamo un gelato, torniamo in barca per una cena luculliana.
Giorno 4
Bequia ha vissuto in passato, tra l’altro, della caccia alle balene. Ancora oggi si pratica l’attività regolamentata e con mezzi strettamente tradizionali (arpione, etc).. Affittiamo un pick up per il giro dell’isola : ci portano all’allevamento di tartarughe, a casa di un vecchio pescatore di balene stile « il vecchio e il mare », in un punto panoramico da cui si vede tutta la baia, e su una bella spiaggia. Dopo pranzo partenza per Mustique.
Attracchiamo alla boa (obbligatoria, per proteggere il fondale) e partiamo per il primo snorkling della vacanza. Poi, la sera, aperitivo al Basil Bar, una palafitta sull’acqua, informal look, dove ci servono ottimi cocktail. A tavola discutiamo : qualcuno trova Mustique troppo « perfettina » : erbetta tagliata alla perfezione, casette creole dai colori pastello, etc..e poi megaville da ricconi…Questo non ci impedisce, dopo cena, di tornare al Basil : questa sera è sabato e c’è musica dal vivo.
Giorno 5 : Dopo un giro per l’isola con le automobiline stile golf partiamo alla volta delle mitiche Tobago Cays. Che dire ? veramente uno dei posti più belli che ho visto… e su questo punto, i miei compagni di viaggio sono d’accordo con me. Gettiamo l’ancora in due metri d’acqua e non possiamo far altro che tuffarci. Una miriade di pesci colorati ci accoglie. ..e poi non siamo ancora andati alla barriera, ci dice il nostro skipper….
Per cena una mezza aragosta a testa, patate all’aglio, vino bianco e un dolce. Che vuoi di più dalla vita?
Giorno 6 : Barriera di corallo. Seguiamo il nostro skipper, che finora non ha cessato di sorprenderci : ora lo confermiamo, è anche un uomo/pesce. Ci conduce a nuoto, attento alle difficoltà di tutti,perché c’è un po’ di corrente, fino allo strapiombo della barriera. Coralli, pesci di ogni dimesione e colore, perfino uno squaletto Dopo un’ora e mezza torniamo alla barca in tender, ma non ci decidiamo a uscire dall’acqua. Poco ci manca che sorseggiamo il tradizionale ti punch aperitivo direttamente in mare. Dopo pranzo salpiamo alla volta di Union Island, altro luogo di rifornimento.A Union island la musica è onnipresente. La cultura rasta qui è più marcante e gli abitanti sono estremamente gentili. L’isola è colorata, solare e offre dei bei punti panoramici da cui il mare sembra veramente contenere tutte le sfumature del verde e del blu. Passiamo la serata da Lambi’s,. Luogo di incontro degli equipaggi, è un tipico ristorante colorato, dal sapore locale, animato da una rumorosa steel band, che offre un self service ricco di specialità locali di cucina creola, non certo raffinata, ma autentica e abbondante. Abbiamo mangiato, abbiamo bevuto, abbiamo ballato, e siamo tornati in barca col tender quando il ristorante ha chiuso. Siamo stati gli ultimi. Gli irriducibili.
Giorno 7 Partenza per Petit St Vincent, isola privata occupata da un resort stile luna di miele, dalle acqua belle come quelle di Tobago Cays. Tappa irrinunciabile a Morpion, atollo in mezzo al mare. Non vi dico niente. E’ una sorpresa. A Petit st Vincent continuiamo la nostra vacanza relax e non rinunciamo al rituale aperitivo, questa volta a terra, nel bar dell’albergo, che dicono faccia le migliori pina colada della zona.
Giorno 8 Salpiamo dopo colazione, a vela, di ritorno verso Union, poi Palm Island, dai colori eccezionali, verso Mayereau. Comincia la strada del ritorno. Dopo una sosta nella bella Salt Whistley bay, ci fermiano nella grande baia più a nord, e scesi a terra, ci incamminiamo verso il villaggio in cima alla collina, dove prendiamo un aperitivo accompagnato da gamberetti fritti e dalla immancabile musica reggae.

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